Calza autoreggente a maglia piatta standard Jobst Elvarex

Calza autoreggente a maglia piatta standard Jobst Elvarex

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Dieci taglie, dalla 4 alla 14; solo il gambaletto per ogni taglia, versione corta e lunga.

Si sente spesso parlare di diverse tipologie di tessitura: “circolare” o “piatta”. Ma quando è meglio utilizzare l’una invece dell’altra? Proviamo a dare una risposta.

Le calze a maglia circolare sono tessute utilizzando telai circolari in cui il numero di punti maglia resta costante mentre l’elastico a spirale che compone la tramatura varia la propria tensione dalla punta del piede sino alla fine della calza; la minor tensione dell’elastico verso la parte prossimale allarga lo spazio fra gli stessi punti, donando maggiore vestibilità.

Le calze a trama piatta sono confezionate su telai lineari e le circonferenze sono lavorate a “piatto”. Il numero di punti maglia quindi varia mentre la tensione dell’elastico rimane costante.

L’elasticità e lo spessore del tessuto, una volta chiuso con cucitura piatta ed elastica, non lavorano solo in modo circolare, ma anche trasversale e longitudinale. Le calze a trama piatta sono tessute punto a punto, con cuciture rifinite nella parte posteriore, per adattarsi il più possibile alla forma anatomica del corpo, seguendo i diversi profili dell’arto.

 

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Descrizione

Ma per quale motivo le caratteristiche generali della “maglia a tessitura piatta” meglio si adattano alla tipologia di edema grave e spesso associato a dismorfia, quale il linfedema?

Possiamo dare una prima risposta dicendo che rispettano meglio le richieste specifiche enunciate delle linee guida della Società Italiana di Linfologia ( pag. 5), che riporto qui sotto:

Trattamento non chirurgico

A) Fisioterapia

1 – Terapia fisica combinata (Combined Physical Therapy – CPT). Questa metodica consta generalmente di un programma di trattamento in due fasi: la prima fase prevede la cura della pelle, linfodrenaggio manuale, una serie di esercizi di ginnastica ed elastocompressione normalmente applicata con bendaggi multistrato. La seconda fase, che va iniziata non appena completata la fase 1, con l’obiettivo di mantenere ed ottimizzare i risultati ottenuti nella fase 1, comprende la cura della pelle, l’elastocompressione per mezzo di tutore (calza o bracciale) a basso grado di elasticità, la ginnastica per il recupero funzionale del o degli arti e ripetute sedute di linfodrenaggio manuale a seconda dei singoli casi. 1

Come potete leggere è richiesto espressamente di utilizzare tutori con una minore elasticità del tessuto, che non vuol dire solamente classi di compressione elevate. ( “compressione elevate” cliccabile, con testo seguente:

“Il concetto di minore elasticità è da ricercare nello “stiffness”, applicato anche nella fase 1 con il bendaggio. Ma che cos’è lo stiffness?Lo Stiffness (o rigidità) è la capacità della benda o calza elastica di opporsi all’espansione del muscolo al momento della sua contrazione e dipende dal materiale usato nella sua costruzione. Essa sarà tanto maggiore quanto minore è l’elasticità del materiale e più corta la sua estensibilità. In questomodo la capacità di opporsi al cambio della geometria muscolare in ortostatismo ed in movimento può generare dei picchi pressori (fino a 60-80 mmHg) in grado di occludere in modo intermittente anche il sistema venoso profondo simulando il meccanismo valvolare venoso2-3. L’indice viene misurato nel segmento di gamba che mostra il massimo incremento volumetrico nel passaggio dalla posizione supina alla posizione eretta, e che è situato circa 10-12 cm al di sopra del malleolo interno, medialmente alla tibia (punto B1).Pertanto, se nella fase 1 della terapia fisica combinata, si utilizzano bende semirigide, non elastiche, anche nella fase 2, quella di mantenimento dei risultati, si dovrà proseguire con materiali simili nel comportamento e che meglio sono tollerati dai pazienti, anche a riposo.”)

Riassumendo, i vantaggi della maglia a tessitura piatta sono:

  • Possibilità di produrre tutori che meglio si adattano alle conformazioni anatomiche degli arti patologici;
  • Classi di compressione elevate, fino alla 4° per linfedemi estremi;
  • Possibilità di lavorazioni particolari (grazie all’esperienza Juzo® e di tutti i produttori di questo tipo di tessuto) come bordi obliqui, flessioni nelle zone articolari, imbottiture di protezione ecc. che migliorano la sopportabilità del tutore.
  • Particolare facilità di indosso (se si utilizzano correttamente anche guanti di gomma!)
  • Caratteristiche di micromassaggio che il tessuto offre;
  • Minore rischio di effetto “laccio”, sia nelle zone articolari che nelle pliche cutanee
  • Possibilità di avere tutori personalizzati per zone anatomiche quali: dita del piede, torace, volto;Fermo restando che i presidi elastocompressivi in trama circolare, standard o su misura, restano comunque validi per il trattamento di tutti i casi di flebedema in pazienti con arti normo conformati, quanto sopra descritto è invece da ritenersi come soluzione ottimale per i casi di flebo-linfedema più complessi e che quindi, non trovano alternativa nei prodotti già predisposti.

Informazioni aggiuntive

Classe di compressione

2, 3

Misura autoreggente

misura 10, caviglia 24-25 cm, coscia 54-56 cm, misura 11, caviglia 25-26 cm, coscia 56-58 cm, misura 12, caviglia 27-28 cm, coscia 58-60 cm, misura 13, caviglia 28-29 cm, coscia 60-62 cm, misura 14, caviglia 29-30 cm, coscia 62-64 cm, misura 4, caviglia 18-19 cm, coscia 42-43 cm, misura 5, caviglia 19-20 cm, coscia 44-46 cm, misura 6, caviglia 20-21 cm, coscia 46-48 cm, misura 7, caviglia 21-22 cm, coscia 48-50 cm, misura 8, caviglia 22-23 cm, coscia 50-52 cm, misura 9, caviglia 23-24 cm, coscia 52-54 cm