

Un’altra parte della linfa viene raccolta dai capillari linfatici le cui estremità assorbono il liquido direttamente negli spazi interstiziali esistenti fra i capillari sanguigni e le cellule. Da una fitta rete di capillari linfatici, la linfa passa attraverso vasi di calibro maggiore e transita lungo il suo percorso nei gangli linfatici (ghiandole linfatiche) nei quali viene filtrata e purificata da germi patogeni e da altre particelle di rifiuto.
Nelle malattie linfatiche é previsto un piano di attacco, di durata variabile a seconda del singolo caso che prevede sedute di linfodrenaggio manuale associate a bendaggio multistrato a corta elasticità, ultrasuonoterapia, laser terapia, presso terapia, linfotaping etc. ed una terapia di mantenimento.
- Riduzione dell’edema fino ad eliminazione della parte di liquido che è “mobile”, cioè più facilmente eliminabile. Questa si esegue in genere con fasciature assistite da linfodrenaggio delle stazioni linfoghiandolari, farmacoterapia e ginnastica.
- Apprendimento della fasciatura fino all’autosufficienza. Diminuisce la parte affidata alla compressione, aumenta la funzione del linfodrenaggio manuale e pressoterapico, e ginnastica.
- Mantenimento del risultato ottenuto, impedendo ad altro liquido di accumularsi e di aumentare quindi, nel tempo, la fibrosi. Questa si ottiene con indumenti elastici, preferibilmente a trama piatta, standard o su misura.